I professionisti delle PR sono abituati da sempre ad utilizzare i media classici e tradizionali, a partire dal comunicato stampa in avanti. Oggi non basta più.
Oggi (anzi, già da ieri) è necessario andare oltre: i mezzi di informazione si sono moltiplicati, sta prosperando un mondo digitale parallelo al mondo reale, bisogna saper interpretare le nuove tendenze di accesso alla comunicazione e presidiare i media digital.
Fare pubbliche relazioni in un mondo “raddoppiato” vuol dire prendere in esame variabili nuove e mescolarle con l’esperienza quotidiana sul campo.
Innanzitutto bisogna pensare in termini di PR a misura di smartphone, la “terza mano” di molti individui. A misura di smartphone significa che il professionista delle PR digitali deve essere consapevole della necessità di creare contenuti che riescano a catturare l’attenzione del target ed a tenerla viva per i primi fondamentali secondi di consultazione sullo smartphone.
Bisogna poi saper sfruttare le sinergie tra media digitali (social, blog, email, messagistica) e media classici puntando – come prima cosa – al posizionamento del brand per fare in modo che se ne parli indipendentemente dal/dai prodotti del brand.
Tutto deve essere pensato per offrire contenuti di valore, originali, inaspettati, coinvolgenti, che vadano a stimolare l’aspetto sensoriale degli individui e la loro voglia di essere protagonisti delle proprie scelte.
Non è facile, gli errori sono dietro l’angolo ma fare PR digitali passa anche da queste sfide.

Specializzato in marketing operativo, formazione Linkedin e YouTube, strategie di comunicazione. Oltre 35 anni di esperienza con aziende, manager, professionisti, artisti, scuole di formazione.
